Il vero flusso della vita
| Posted in Follia, From the Web, Sogni, riflessioni | Posted on 20-11-2009
0
Woody Allen:
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!
via Hotel Messico.
Se credo nella morte…
| Posted in Follia, Grida, Sogni, riflessioni | Posted on 19-11-2009
0
Se credo
nella morte sta
pur sicura
che é
perché mi hai amato,
in luna e tramonto
fiori e stelle
crescendo d’oro e diminuendo d’argento
delle maree,
non fidai
una notte
quando fra le mie dita
si piegò il tuo corpo lucente
quando il mio cuore
cantò fra i tuoi seni
stupendi
buio e bellezza di stelle
sulla mia bocca petali danzanti
agli occhi miei
e in fondo
ai melodiosi meandri
della mia anima
parlò
il verde-
festante pallido-
calante irrevocabile
mare
io ti conobbi morte.
e quando
avrò immolato ogni fragrante
notte, quando ogni mio dì
dinnanzi a un certo
volto sarà
bianco
profumo
soltanto,
dalle ceneri
allora
tu sorgerai e
a lei tu verrai scostandole
la malizia dagli occhi e avvolgendo
la sua
bocca nuovo
fiore con
le tue fantastiche
ali, ove dimora il respiro
delle stelle durature.
Elogio alla follia
| Posted in Follia, Grida, Sogni, riflessioni | Posted on 27-08-2009
0
Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.Infuse nell’uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia.
Sulla prospettiva Nevskij… Per una sera
| Posted in Eventi, Sogni | Posted on 31-10-2008
0
Amore, universo, infinito, matematica, tenerezza… Poche parole, di una vastità disarmante, per descrivere cosa sia significato vivere il concerto di Franco Battiato a La Cigale.
Per me era la prima volta, la prima volta che assistevo a tanta dolcezza, a tanta esperienza messa su spartito e su parole profondissime.Il piccolo teatro, l’ambientazione di una Parigi di fine ’700, la gioia e la fratellanza tra le persone presenti in sala, il cantare all’unisono, il comprendere quei testi così raffinati da impregnarsi del quotidiano di ciascuno ed elevarsi al divino.
Per quella sera, per quell’unica sera, Sono riuscito a vedere la Prospettiva Nevskij anche senza esservi mai stato, nè aver guardato mai foto che l’abbia ritratta.
Mamma…Quand’è che mi sono perso?
| Posted in Follia, Sogni, riflessioni | Posted on 16-09-2008
0
[singlepic=344,200,160,,left] L’odore di vecchi mobili, una tv senza telecomando… Bisogna alzarsi per cambiare canale ed il click del bottone è talmente forte che sembra una colpo di frusta contro la televisione, quasi bisognasse addomesticarla come un animale feroce per farla obbedire. Mia mamma ha un grembiule rosa sbiadito con fiori bianchi e la luce del giorno la rende bella; quel lembo di stoffa rosa è il simbolo stesso della certezza di una vita serena; un sorriso aperto ed un po’ timido, l’abbraccio di un bambino che tiene strette due ginocchia, il premio di una mano dall’alto che gli accarezza la testa…
Mamma…quand’è che mi sono perso? Quand’è che ho smesso di sognare così forte che quando immaginavo di volare, fticavo a credere che fosse solamente un sogno; avrei voluto dire alla persona di fronte a me: “Ma l’ho fatto 2 minuti fa, te lo giuro! Mi stavo alzando in volo come un aquilone…”. Quando è scattato quel “click” nella mia vita? Deve essere stato come lo schiocco di frusta del pulsante della tv per quello che è successo… eppure non l’ho sentito, non c’era rumore, non c’era dolore, solo silenzio e cambiamento impercettibile e lento ma inesorable.
Sono cambiate le cose, ne sono cambiate tante e cerco di mantenere la mente allenata nel ricordarle, nel ricostruirle in ordine cronologico, ma non è facile… Forse è proprio questo il punto in cui ti rendi conto che il tempo risulta essere solo una convenzione stabilita, non un valore assoluto e, di conseguenza, la stessa unità di misura utilizzata non rende i migliori risultati per lo scopo che si persegue.
E’ un viaggio, è il famoso “conosci se stesso dei greci”, credo sia un percorso obbligato; in fondo, cosa potrò pensare di me tra 50 anni se dovessi guardarmi allo specchio? Un uomo è obbligato ad impegnarsi per dare senso alla sua vita fino all’ultimo giorno, siamo fatti per grandi cose, non per essere trascinati in balia degli eventi.
Sono riuscito a ritrovarmi, almeno in parte; ho cancellato un po’ di quel senso di desolazione che ti porta a buttarti via senza che nemmeno tu te ne accorga e devo tutto questo ad una persona sola. Piano piano torno a riscoprire alcuni lati di me che credevo scomparsi, e mi piacciono e penso che forse non è tutto perduto, anzi! Mi sono chiesto spesso, anche in passato l’istante esatto in cui quel famoso “click” è scattato e soprattutto, il perchè sia successo, ora sto smettendo…Per la prima volta smetto di pormi quella domanda e vivo tutta la meraviglia che mi piove addosso ogni giorno.
A volte però, nel bel mezzo della notte, quando nemmeno il buio riesce a sentire i miei pensieri, apro gli occhi ed una frase mi rimbalza nella testa: “Mamma…Quand’è che mi sono perso?…Quand’è che ho smesso di volare?”
Estate da bimbo
| Posted in Sogni, riflessioni | Posted on 08-08-2008
0
[singlepic=342,280,200,,left]Anche quest’anno l’estate è arrivata alle porte, anche quest’anno le vacanze cominciano ma, quest’anno, a differenza di altri, mi sembra di tornare un po’ bambino, sento i colori nell’aria, quel fermento e quell’agitazione che, da bambino, caratterizzava la partenza per destinazioni lontane. Sono felice, sono oltremodo felice perchè l’aria è frizzante e perchè al mio fianco non potrei avere miglior compagna di viaggio.
Sogno luoghi torridi, cicale e romanticismo, sogno musica lontana nell’aria calda del deserto, sogno odori di pelle al sole e di salsedine… Buone vacanze a tutti, vi lascio con una poesia di Edgar Lee Masters particolarmente adatta alla stagione ed al mio umore.
Dipold the optician
What do you see now?
Globes of red, yellow, purple.
Just a moment! And now?
My father and mother and sisters.
Yes! And now?
Knights at arms, beautiful women, kind faces.
Try this.
A field of grain—a city.
Very good! And now?
A young woman with angels bending over her.
A heavier lens! And now?
Many women with bright eyes and open lips.
Try this.
Just a goblet on a table.
Oh I see! Try this lens!
Just an open space—I see nothing in particular.
Well, now!
Pine trees, a lake, a summer sky.
That’s better. And now?
A book.
Read a page for me.
I can’t. My eyes are carried beyond the page.
Try this lens.
Depths of air.
Excellent! And now?
Light, just light, making everything below it a toy world.
Very well, we’ll make the glasses accordingly.
Randy Pausch Last Lecture
| Posted in Eventi, From the Web, Sogni, riflessioni | Posted on 07-08-2008
0
Randy Pausch Last Lecture: Achieving Your Childhood Dreams
E’ probabilmente uno dei monologhi più toccanti degli ultimi anni, un esempio di semplicità e forza da non dimenticare.
C’è un’usanza alla Carneige Mellon University che invita dei docenti a tenere la cosiddetta “last lecture”, l’ultima lezione come se dovessero morire. Randy Paush l’ha tenuta e pochi giorni fa è morto davvero. Di seguito il filmato integrale dell’intervento.
Rapid Eye Movement
| Posted in Eventi, Sogni | Posted on 27-07-2008
0
[singlepic=336,250,170,,left]Prendo libero spunto da Wikipedia:
Rapid eye movement, indicato più di frequente con l’acronimo REM, è il “movimento rapido degli occhi” (nistagmo) che avviene durante una fase del sonno, accompagnato da altre alterazioni corporali fisiologiche come irregolarità cardiaca, respiratoria e variazioni della pressione arteriosa.
Durante lo studio di questa caratteristica fisiologica del sonno, si è notato che la fase REM del sonno (detta anche sonno paradosso o sonno paradossale) è accompagnata dai sogni.
Ed è appunto di un sogno che si è trattato ieri sera durante il concerto dei REM all’Arena Civica di Milano. Una canzone, più delle altre, nella testa e nel cuore.






