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Conversazioni

| Posted in Follia, From the Web, Libri, riflessioni |

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Quando uno scrive ha sempre bisogno di un mezzo per poter scrivere. Può essere costituito dalla solitudine, da un albero, da un letamaio oppure da una persona; a qualcosa dobbiamo essere legati. Alla fin fine, quasi sempre a se stessi. Tutto il resto non sono che stupidaggini. Anche un cane, quando deve pisciare, cerca un albero o il muro di una casa. è un po’ la stessa cosa quando uno vuole scrivere, è come orinare. Allora si cerca qualcosa, come un albero o il muro di una casa, e in genere si finisce per pisciare su se stessi, perché questa è la cosa più ovvia.

Animula Vagula Blandula

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[singlepic=338,320,240,,left]Memorie di Adriano è un’opera senza tempo, costruita con mattoni appartenenti al passato ma maneggiati da mani attuali. Non sono moltissimi i libri di formazione nella vita di una persona, più che ltro non sono molti quelli buoni; Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar è uno di questi.

“TRAHIT SUA QUEMQUE VOLUPTAS: ciascuno la sua china; ciascuno il suo fine, la sua ambizione se si vuole, il gusto più segreto, l’ideale più aperto. Il mio era racchiuso in questa parola: il bello, di così ardua definizione a onta di tutte le evidenze dei sensi e della vista. Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo.”

Oggi, come in qualsiasi epoca storica, ci sono state persone più o meno illuminate che vedevano la realtà in modo diverso e che percepivano quelli che potevano essere i risvolti futuri di un certo tipo di atteggiamento piuttosto che un’altro.

E’ un post senza senso, è un post condannato in partenza perchè non presenterà alcun contenuto particolare e perchè non sarà in linea con quello che è il pensiero comune, ma c’è una cosa ancora peggiore… Quando quello che dovrebbe esere il pensiero comune, non esiste e penso a tutti quelli che vivono senza chiedersi il perchè delle cose, senza lasciarsi trasportare dalla semplicità del mondo e denz volerne comprendere la complessità… La povertà di spirito, è una delle maledizioni peggiori della vita e probabilmente, nemmeno le biblioteche ci preserveranno dall’inverno già inoltrto… Inutile ammassare cibo nei granai se poi, non si cerca nemmeno di faticare per raggiungerli.