Ciascuno è figlio del suo tempo e, come si sa, nessuno può scegliersi il genitore.
Spesso però, il riflesso di altri tempi, di chi quella memoria la conserva, ci lascia percepire l’ombra di quei giorni; un pallido simulacro che conserviamo gelosamente in qualche nascondiglio affinchè possiamo costruirci sopra la nostra idea di realtà.
Giorgio Gaber, nel suo pezzo “Qualcuno era comunista”, offrein modo sublime, un disegno multiforme della società non solo di una epoca definita, ma di più epoche; un sentimento comune che, al di là dell’appartenenza politica, abbracciava tutti indistintamente, sollevandoli dalle proprie miserie quotidiane, facendoli sentire un po’ più Gabbiani… Gabbiani Ipotetici




